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L’area pilota di Calizzano
Il Comune di Calizzano sorge a circa trenta chilometri dal litorale ligure, sull’estrema linea di confine tra la Liguria, di cui fa ancora parte, ed il Piemonte, nell’entroterra montano di Finale Ligure.
Calizzano si adagia in una caratteristica conca naturale circondata da alti monti, le cui pendici sono ricoperte da una ricca e folta vegetazione, costituita in prevalenza di roveri, faggi e castagni. Le origini della comunità sono di natura economica: coloro che oltrepassavano il giogo appenninico trovavano qui abbondanza di legname, ma anche condizioni di vita particolarmente favorevoli, per la fertilità del terreno, per l’abbondanza delle acque, etc…
Così stando le cose poterono stanziarsi in tal luogo in modo permanente vivendo non solo dei proventi loro derivanti dallo scambio del legname, ma anche dei prodotti della pastorizia e dell’agricoltura e dell’incolto.
L’utilizzo del bosco e dei prodotti del sottobosco non si limita solo a soddisfare il consumo familiare: già storicamente funghi e frutti spontanei erano molto apprezzati. Gli stessi Del Carretto li apprezzano tanto da richiederli esplicitamente tra le regalie che vengono fatte loro in occasione delle feste natalizie. Nel già citato contratto di affitto delle terre del castello di Roccavignale del 1501, viene richiesto all’affittuario anche “barile uno de fongi salati”. Questa citazione, oltre a confermarci un uso alimentare dei funghi, ci suggerisce anche un metodo di conservazione alternativo a quello della seccatura sui graticci. Con la salatura del prodotto si applica ai funghi una tecnica usata per molti altri alimenti e quindi ben conosciuta e soprattutto possibile. La tecnica della conservazione sott’olio, più pregiata, è di tradizione soltanto a partire dal secolo scorso. La stivatura in barilotti poi, oltre che la conservazione, favorisce anche il trasporto del prodotto, facendo intravedere un circuito artigiano che confeziona i funghi e li commercializza, realizzando un introito significativo, anche se forzatamente stagionale.

I boschi di raccolta di Calizzano sono quelli tipici delle montagne appenniniche con rovere, castagno, pino nelle quote inferiori e faggete nelle fasce più alte. Le forme di governo per le latifoglie sono il ceduo con o senza matricine ed il governo a fustaie per le zone più alte.
Le forme di governo e il tipo di trattamento influenzano la produzione fungina in quanto condizionano il microclima del sottobosco. I funghi della zona di Calizzano sono considerati superiori per qualità organolettiche, olfattive ed aromatiche. Prodotto spontaneo aiutato dall’uomo, il fungo trova in questo ambiente (altitudine tra i 650 e i 1100 metri) le condizioni per crescere sano e di compattezza della carne straordinaria particolarmente adatto alla conservazione come dimostra la presenza di numerose aziende artigianali di trasformazione tradizionali tra le quali una risalente addirittura al 1800.
Accanto a queste attività è presente anche un commercio notevole di prodotto fresco e un indotto costituito dalla ristorazione e dall’accoglienza turistica.
Descrizione dell’area pilota
L’area in oggetto è costituita da due diverse tipologie di soprassuoli:
- Una pineta antropogena a pino nero (pinus nigra) con frammisti i resti del vecchio popolamento rappresentato dal castagno (castanea sativa) sia con individui selvatici che innestati (da frutto), detto soprassuolo fa da corona ad un area comunale destinata alla fruizione, sono presenti tavoli pic-nic (la maggior parte fatiscenti), percorso vita, piccola area barbecue;
- Un castagneto sulla cui porzione sommitale in corrispondenza della strada sono presenti gradoni destinati forse ad antiche coltivazioni, dove è presente un bosco di invasione rappresentato soprattutto da betulla (betula pendula), nocciolo (corylus avellana), salicone (salix caprea), aceri (acer pseudoplatanus,acer opalus) ciliegio (prunus avium) con un sottobosco fitto costituito soprattutto da rovo (es rubus ulmifolius) con frutti scarsamente eduli di qualità non particolarmente apprezzabile e dalla rinnovazione delle cespugliose ed arbustive. Nell’area a monte ubicata in esposizione nord è diffuso il mirtillo nero (vaccinium myrtillus) e si possono trovare anche fragole (fragaria vesca).
Obiettivi dell’area pilota
L’intervento di sistemazione del’area pilota di Calizzano ha una duplice finalità:
- Creare delle aree di studio e osservazione sia dei popolamenti fungini che dei piccoli frutti, soprattutto mirtillo, a diverso grado di copertura della vegetazione forestale;
- Migliorare la fruibilità delle aree per consentire visite sia didattiche che divulgative dell’attività.
Tali obiettivi si intendono conseguire attraverso:
1) interventi forestali mirati all’interno dell’area pilota:
- miglioramento forestale di tre aree di studio, di cui due campione per lo studio micologico ed una per lo studio ed il recupero delle popolazioni di mirtillo nero;
2) azioni a carattere ricreativo e di fruizione |